Sacrificio

in "Polvere negli occhi, nel cuore sogni" a cura di Licia Galizia

26/10/2010

Collezione Permanente Arte Contemporanea Liceo Basile - L'Aquila

Un regalo è sempre un sacrificio, se no che regalo sarebbe

“Sai, una volta, era molto tempo fa, il priore di un Monastero – si chiama Pamve – conficcò allo stesso modo un albero secco nella roccia e ordinò a un suo discepolo, il monaco Ioann Kolov, gli ordinò dunque di annaffiare ogni giorno quel l’albero finché non fosse tornato in vita. E per molti anni, ogni giorno, alla mattina, Ioann riempiva un secchio d’acqua e si metteva in cammino. Per portare sulla montagna il secchio d’acqua ci voleva va tutto il giorno, dalla alba al tramonto. Ogni mattina Ioann si incamminava verso la montagna col suo secchio d’acqua, annaffiava quel tronco senza vita e la sera, già col buio, rientrava al monastero. E questo per tre anni interi. Finché un bel giorno andò come sempre sulla montagna e cosa vide? Il suo albero tutto ricoperto di fiori!”  (da: A. Tarkovskij “Offret – Sacrificio” 1986)

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Sacrificio” – Testo dal catalogo, di Michela Scolaro


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